Dieta atto medico
La dieta è un atto medico, e non una libera prescrizione
L’ANSiSA (Associazione Nazionale Specialisti in
Scienze dell’Alimentazione) si è sempre impegnata ad arginare la
grave situazione dell’obesità in Italia ed il pericolo
del continuo dilagare dei disturbi del comportamento alimentare
(DCA). Questi sono cresciuti a dismisura negli ultimi anni, sia in
incidenza che in gravità, spesso proprio come conseguenza di proposte
dietetiche immotivate, della moda del prodotto “bruciagrassi”, del
ricorso a diete drastiche, nutrizionalmente sbilanciate e al “fai da
te”.
La stessa Associazione ha voluto inoltre delineare una netta
separazione tra il positivo agire da parte di operatori qualificati e
scientificamente preparati ad affrontare la materia nutrizione e quanti
abusivamente e contro legge operano nel campo dietologico, lucrando
sulla salute del cittadino.
Prescrivere una dietoterapia e redigere una dieta
personalizzata presuppone, sia la valutazione del dispendio calorico in
funzione dell’attività lavorativa, sportiva, occupazionale, sia la
definizione di un preciso piano nutrizionale (dieta) attraverso
l’inserimento o l’esclusione di alimenti in base alla situazione
fisiopatologica e sociale del paziente, sia l’analisi psicologica oltre
che la motivazione ad intraprendere ed a proseguire un percorso
terapeutico che sarà inevitabilmente difficile e lungo nel tempo.
Concetti questi ultimi troppo spesso misconosciuti, volutamente e
ad arte sottaciuti al utente/paziente a sostegno di tecniche di
intervento senza alcun valore scientifico accertato.
Compito e anche impegno morale di tutti gli iscritti,
soprattutto di quelli laureati in Medicina e Chirurgia è divulgare ai
propri pazienti i principi di una sana alimentazione ed insegnare poi a
mantenerla L’evento prescrittivo si configura quindi come vera e propria
“ricettazione” ed ANSiSA, sino dal lontano 1993, con il proprio Codice
Deontologico, invita i propri Soci medici a firmare la prescrizione
dietetica e con tale firma ad assumersi la responsabilità della
prescrizione.
Per questo motivo si configura, come “atto medico” che solo un
medico può con cognizione di causa proporre dopo aver valutato lo stato
di salute o di malattia del paziente.
Operatori Sanitari abilitati dalla Legge Italiana alla redazione
e realizzazione di diete sono, oltre ai
Medici Chirurghi, i Biologi, i Farmacisti, i C.T.F., i Diplomati
in Dietetica, che abbiano conseguito il titolo di Specialista in
Scienze dell’Alimentazione. Naturalmente solo il medico specialista può
poi prescrivere farmaci o quant’altro serva a integrare la prescrizione
dietetica, e prendersi in carico totalmente il paziente che a lui si
rivolge.
Da queste osservazioni e dalla necessità di una reale
collaborazione nasce la nostra totale condanna
delle vendite porta a porta di “integratori dimagranti”, delle
diete offerte da organi di stampa o a
mezzo internet.
Inoltre ricordare che la dietologia specialistica NON
USA FARMACI, in particolar modo sostanze anoressizzanti
(fendimetrazina), diuretici o ormoni tiroidei, come spesso purtroppo si
rileva in preparazioni farmaceutiche prescritte da non specialisti. I
farmaci nella dietoterapia trovano indicazione solo in casi particolari,
tenendo presenti che solo medici forniti di specializzazione possono
prescrivere sotto la propria responsabilità.
Questi i momenti diversi di intervento dietologico:
FASE
1 LA DIAGNOSI ANTROPOPLICOMETRICA E
STRUMENTALE DELLE CONDIZIONI CLINICHE DEL PAZIENTE:
Intraprendere un regime alimentare personalizzato, da non
confondersi con i consigli nutrizionali per una sana alimentazione
destinata alla popolazione nella sua globalità o alle comunità, comporta
inevitabilmente modifiche dell’assetto fisio-patologico. Questo va
quindi valutato a fondo, e monitorato nel tempo, mediante analisi
della composizione corporea ed esami ematologici e strumentali.
FASE
2 REALIZZAZIONE PRATICA DI UNA DIETA
PERSONALIZZATA:
Si tratta di un atto sanitario che implica la pianificazione di
fabbisogni, ripartizioni di nutrienti nella giornata, organizzazione
pratica di ricette, metodi di preparazione, cottura, grammature di
riferimento e supporto psicologico alla motivazione per la quale ci si è
sottoposti a tale tipo di intervento.
FASE
3 IL PAZIENTE A DIETA DEVE ESSERE
SEGUITO NEL TEMPO:
Consegnare una dieta, seppur personalizzata e corretta,
lasciando poi che il paziente se la cavi come
meglio può, non porta generalmente a nessun reale e duraturo
ambiamento nello stile di vita e nel
comportamento alimentare, anzi l’esperienza ormai insegna che
proposte nutrizionali inopportune,
immotivate, spesso fondate su messaggi mediatici banali e
fuorvianti (dal fai da te alle “diete
magiche che promettono 7 chili in 7 giorni”, dalle diete sui
media ed ora anche a quelle su Internet)
accentuano il diffondersi di queste patologie (obesità e DCA).
E’ ormai dimostrato che momenti importanti quale il counselling e
il monitoraggio a lungo termine
sono decisivi per ottenere quel miglioramento dell’assetto
metabolico, funzionale e comportamentale che noi tutti auspichiamo.
